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Impianto di riscaldamento

Posted at 4 Novembre 2019 | By : | Categories : Senza categoria | 0 Comment
Impianto di Riscaldamento

 

Le normative di riferimento sono tre: il DPR 412/93, il DPR 74/2013 e il DM 37-08.

Del DM 37/08 abbiamo parlato nel precedente articolo relativo agli impianti elettrici, lo richiamiamo in questa circostanza per ricordare che gli addetti al settore devono possedere specifici requisiti ed essere abilitati ad operare secondo quanto previsto dalla normativa.

Per quanto riguarda invece i citati DPR, come già fatto per gli impianti elettrici, ci limiteremo a dare alcune informazioni di carattere generale sicuramente utili ai fini della realizzazione e manutenzione di un impianto.

DPR 412/93:

 

  • Suddivisione del territorio nazionale in zone climatiche, dalle più calde alle più fredde (A-B-C-D-E-F);


 

  • classificazione generale degli edifici in categorie (abitazioni, uffici, attività commerciali, ospedali, attività sportive, ecc.);


 

  • valori massimi temperatura ambiente (es. abitazioni 20° + 2° di tolleranza);


 

  • progettazione impianti;


 

  • termoregolazione e contabilizzazione del calore (rif. norma UNI 10200);


 

  • periodo di accensione in funzione delle zone climatiche;


 

  • esercizio, manutenzione e controllo (qui vale la pena ricordare che per gli impianti con potenza ˂ di 35 KW è obbligatorio il libretto d’impianto ed il responsabile dell’impianto risulta essere l’occupante, mentre per gli impianti con potenza ˃ di 35 KW è obbligatorio il libretto di centrale e la responsabilità dell’impianto ricade sia sul proprietario che su una figura tecnica denominata Terzo Responsabile).


 

DPR 74/2013:

 

  • la periodicità dei controlli è annuale, per impianti con potenza ˃ di 10 KW è previsto inoltre un controllo di efficienza energetica con periodicità biennale o quadriennale in funzione dell’età della caldaia a gas, il controllo di efficienza energetica è previsto anche in caso di impianti su edifici nuovi o riqualificati e in caso di messa in esercizio, è bene comunque ricordare di fare sempre riferimento a quanto previsto dai rispettivi libretti d’impianto e di centrale;


 

  • l’operatore incaricato del controllo redige un rapporto tecnico secondo quanto previsto dalla normativa;

  • controllo fumi-bollino blu: biennale per impianti a combustibile liquido o solido e quadriennale per impianti a GPL e metano.


 

Come riportato nel precedente articolo, il riscaldamento risulta essere la prima voce di spesa fra i costi di gestione di un immobile (1.300-1.900 €/anno per un immobile di medie dimensioni).

Nonostante le molteplici normative in materia di risparmio energetico emanate dagli anni 70/80 ad oggi, si è prestata poca attenzione nella progettazione di edifici energeticamente efficienti, con evidenti conseguenze sia in termini di consumi d’energia e quindi maggiori costi, che d’impatto negativo sull’ambiente.

Occorre quindi intervenire ed è necessario anche farlo con una certa urgenza, anche perché i suddetti costi di gestione sono inevitabilmente destinati solo ad aumentare, del resto per rendersene conto basta confrontare le relative bollette delle utenze di qualche anno fa con quelle odierne.

Il primo passo da fare è quello di effettuare una diagnosi energetica sull’immobile per verificare quale sia l’intervento migliorativo più idoneo da eseguire, in secondo luogo adottare una serie di azioni e comportamenti che comunque contribuiscono ad un alleggerimento dei costi in bolletta.

Di seguito si riportano quindi alcune regole pratiche da seguire:

 

  • effettuare la manutenzione degli impianti (un impianto ben regolato consuma e inquina meno);


 

  • mantenere la temperatura ambiente intorno ai 19-20° (per ogni grado ridotto si risparmia dal 5 al 10% di combustibile);


  

  • non superare le ore di accensione previste;


 

  • installare pannelli riflettenti fra muro e termosifone;


 

  • schermare le finestre durante la notte;


 

  • non posizionare ostacoli davanti ai termosifoni;


 

  • installare i cronotermostati;


 

  • applicare le valvole termostatiche ai termosifoni;


 

  • sostituire caldaie con più di 12-15 anni;


 

  • effettuare un trattamento dell’acqua calda sanitaria, consente un risparmio sul riscaldamento che può anche arrivare al 10%.


 

E’ importante poi ricordare che il consumo di energia è espresso in Kwh/mq/anno e che in un’immobile i punti di maggiore dispersione di calore/raffrescamento sono nell’ordine:

pareti 35%;

finestre 30%;

tetto 15%.

 

Segue utile prospetto sui costi e sul potere calorifico (kwh) delle più usate tipologie di combustibile:

 











































































 

Tipologia

COMBUSTIBILE
 

Unità’ di misura

dell'energia

prodotta
POTERE

CALORIFICO

(quantità di

energia prodotta

per unità)
Equivalenza

in KWh del

Potere

Calorifico
Kcal

necessarie

per

produrre 10

KWh
 

Prezzo

per 10

Kwh
 

Prezzo di

acquisto
GAS METANO Kcal/mc 8500 10 8500 1,03 €/mc 1,03
G.P.L. Kcal/lt 6070 7,3 8315 1,56 €/lt 1,14
GASOLIO Kcal/lt 8250 9,6 8594 1,08 €/lt 1,04
PELLETS Kcal/kg 4500 5,2 8654 0,53 €/kg 0,28
LEGNA Kcal/kg 3500 4 8750 0,25 €/kg 0,1
CIPPATO Kcal/kg 3000 3,5 8571 0,11 €/kg 0,04
ENERGIA EL. Kwh 0,99 1 9,9 2,50 €/kwh 0,25

 

Relativamente ai costi, un impianto di riscaldamento può variare dai 60 ai 90 €/mq (riferito alla superficie abitativa), mentre per un impianto di climatizzazione (riscaldamento + raffrescamento) si può andare dai 40 ai 130 €/mq.

Concludiamo l’articolo con una interessante nota di riflessione sul clima, il continuo aumento della temperatura ci indurrà, molto probabilmente, nel corso degli anni a venire, a proteggerci più dal caldo che dal freddo, se così fosse è bene sapere che produrre 1 Kwh di freddo costa 3 volte che produrre 1 Kwh di caldo!!!

 

 

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